Terapie e Sintomi |Elenco Psicologi Psicoterapeuti|Corsi/Aggiornamenti | Dediche e Intenti |Link vari

 In Chat con lo Specialista | RelaxCDTrainingAutogenoMP3 | Programma del sito | Rubriche | Direzione Paola_Felici Attività | 

 

__

  Introduzione sul
Fenomeno dell'Ansia

 

ANSIA

Quadro di realtà ambientale operante sul soggetto

QUADRO SINTOMATOLOGICO DELL'ANSIA

Quadro Psicosomatico dell'Ansia

 

  I meccanismi di difesa
nell'Ansia

Ansia da Prestazione
Autopreoccupazione

Parte 1

 

Ansia da prestazione parte II°

L'ansia da ESAME

 

Ansia
Tecniche di intervento

 

Ansia, il farmaco che riesce a combatterla


L'ansia trova le sue radici nell'infanzia

.

..

.

.

.

.

.

.

.

.

.

..

.

.

.

.

.

.

.

 

 

 

  Introduzione sul
Fenomeno dell'Ansia

     Del fenomeno dell'ansia si sono occupati sia i clinici che gli sperimentalisti, tra i primi ricordiamo Freud a cui risale la prima formulazione sulla natura dell'ansia; in seguito, Pavlov Watson e Miller e poi Cattel che se ne è occupato in ambito psicometrico.

    Tra i primi analisti Horney, Fromm e Sullivan hanno sviluppato il problema dell'ansia in una prospettiva sociale.

    Secondo Horney l'ansia di base consiste nella sensazione che un individuo ha di essere isolato ed impotente in un mondo potenzialmente ostile.

    Fromm collega l'ansietà alle esperienze di isolamento che sono conseguenti ai mutamenti sociali realizzati con lo sviluppo economico e politico.

    I progressi nella nostra società hanno contribuito all'alienazione dell'individuo "se uno sente che il proprio valore non è costituito propriamente delle qualità umane che possiede ma dal proprio successo, nella competizione di mercato la propria autostima è destinata ad essere scossa e necessita di essere continuamente confermata da parte degli altri".

    L'ansietà è quindi uno stato che deriva dalla constatazione di non poter soddisfare le proprie esigenze in modi socialmente accettabili.

    In passato Klein, Sitz, Winnicot e Bowlby hanno analizzato le reazioni di angoscia connesse al rapporto del bambino con la madre, in particolare Bowlby ha studiato l'ansietà del bambino nelle prime fasi di sviluppo ed ha rilevato come essa insorga ogni qual volta egli avverte una possibilità di separazione dalla propria figura di attaccamento.

    Studi sperimentali hanno evidenziato che le reazioni di ansia possono essere indotte ed acquisite.

    Pavlov, utilizzando come stimoli condizionanti delle figure geometriche la cui forma veniva gradualmente alterata(un ellisse si trasformava in un cerchio a cui l'animale era stato precedentemente condizionato) riuscì ad indurre ai suoi cani da laboratorio delle nevrosi sperimentali, nevrosi che egli accomunò a quelle di alcuni uomini che non distinguono tra stimoli neutri e stimoli significativi e che si spaventano per oggetti o situazioni che in passato erano loro del tutto indifferenti.

    Nel linguaggio comune in genere non si è soliti distinguere tra ANSIA PAURA PANICO ed ANGOSCIA.

    Più specificatamente, per Ansia si intende uno stato emotivo legato ad eventi, emozioni interne conflittuali.

La Paura è uno stato emotivo legato ad un evento specifico.

Il Panico è uno stato emotivo di tensione ansiosa acuta.

L'Angoscia è uno stato di ansietà elevata con accenti depressivi.
 

 Ansia articoli  A cura di Paola Felici

Torna all'Indice

 

Home

Copyright psicologia itinerante tutti i diritti riservati

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

..

 

ANSIA

Quadro di realtà ambientale operante sul soggetto

    Fatti ambientali inducono il soggetto a ritenere che fuori del suo campo di conoscenza, stia svolgendosi qualche cosa di per lui pericoloso.

    Ne consegue il ben noto stato di insicurezza che in tutte le terminologie si chiama ANSIA.
 

QUADRO SINTOMATOLOGICO DELL'ANSIA

Occorre tenere presente che lo psichismo è un'energia conoscitiva, emotiva, affettiva, operativa.

    Tale energia è articolata non solo nelle diverse difficoltà e nelle diverse loro funzioni, ma anche in numerose tendenze.

    Il quadro dei sintomi si presenta come una vera e propria forza che si giova di tutto l'apparato nervoso e muscolare con le relative sensazioni interiori e cinestesiche.

    E' perciò una forza volitiva ed operativa articolata in una apparente pluralità di mezzi con cui realizzare la forza nei vari tipi della stessa.

    Colui che è danneggiato da vulnerabilità interna, come abbiamo visto, tende ad ampliare il valore effettivo dei fatti; perciò sta all'erta con eccesso e si allarma facilmente nella situazione sopra trattata, non essendo nota la consistenza del pericolo in quanto esso dipende da un'azione che si sta sviluppando ed organizzando fuori dal campo di conoscenza del soggetto stesso; le forze operative non possono quindi entrare in azione come, invece, lo possono, con intensità esagerata, le forze intellettuali, chiamate ad esplorare i fatti che hanno determinato l'allarme e le loro correlazioni per cercare di identificare la consistenza del pericolo.

    Avremo quindi la seguente situazione:

Intelligenza: iperattività. Tale iperattività, come poco fa accennato, è determinata dalla necessità di esplorare i fatti che hanno determinato l'allarme.

Sentimento: emozione consistente appunto nella sensazione di insicurezza od ansia che dir si voglia.

Volontà nulla: poiché fin tanto che non p nota la consistenza dell'azione avversaria, la volontà non può agire.

Sistema nervoso ipertensione: E' determinata dall'iperattività dell'intelligenza che sta scrutando e che imprime un ritmo serrato che si estende a tutte le innervazioni, tendendo in misura eccessiva il Sistema Nervoso Centrale.

Cuore: tachicardia è correlativa dell'emozione di insicurezza, ma è necessaria anche per realizzare una maggiore irrorazione sanguigna del cervello che ne ha bisogno in corrispondenza all'iperattività dell'intelligenza.

Respirazione: ritmo accelerato in zona prossima all'espirazione.
 

 Ansia articoli  A cura di Paola Felici

Torna all'Indice

 

Home

Copyright psicologia itinerante tutti i diritti riservati

.

.

.

.

.

.

.

..

..

.

.

.

.

Quadro Psicosomatico dell'Ansia

Poiché tutto quanto accade nel cervello ha degli echi nella nostra persona, il fenomeno che ha investito la zona corticale si estende con la stessa potenza alla zona subcorticale e da qui si dirama, alterando tutto il rispettivo funzionamento, verso tutte le funzioni fisiologiche e verso tutti gli organi sconvolgendoli.

Circuito in feed-bak dell'autopotenziamento dei sintomi psichici somatici dell'ansia
 

STIMOLO EMOTIVO ORIGINARIO

RECETTORI CORTICALI

CENTRI
VEGETATIVI
IPOTALAMICI

ORGANIPERIFERICI A
INNERVAZIONE
VEGETATIVA 

     La reazione sfocia a livello fisiologico con una sintomatologia molto variabile:

- Palpitazione - Tachicardia - Aritmia - Disturbi a livello visivo

 Ansia articoli  A cura di Paola Felici

Torna all'Indice

 

Home

Copyright psicologia itinerante tutti i diritti riservati

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

  I meccanismi di difesa
nell'Ansia

  Quando in un soggetto l'ansietà esperita supera determinati livelli, lo stesso mette in opera dei meccanismi di difesa che operano a livello inconscio, e tendono a ridurre la tensione del soggetto.

I principali secondo Laing sono:

- La Negazione:  è uno dei dati più semplici" è così", viene tradotto in "non è così" es. "sono geloso" viene trasformato in "non sono geloso".

- Spostamento:  Per es. vado a casa e me la prendo con mia moglie per sfogare la mia rabbia originariamente dirette contro il mio capoufficio.

- Scotomizzazione: Non vedo ciò che non voglio vedere.

- Sostituzione:     Emozione od oggetto inaccettabile è sostituito da uno più accettabile, (vedo una cosa piuttosto che un'altra)

- Proiezione:  Opero l'applicazione di pensieri-azioni-emozioni proveniente dall'interno all'esterno.

- Introiezione: Opero l'applicazione di pensieri-emozioni-azioni provenienti dall'esterno all'interno.

- Razionalizzazione: Mi procuro una storia di copertura.

- Rimozione: Dimenticare, e dimenticare di aver dimenticato.

- Regressione: Tornare a modalità di tipo infantile (di tipo alimentare o altro)

- Identificazione: Due strutture separate, vengono identificate come una struttura unica.

- Mistificazione: Falsa definizione dei problemi:

- Conversione:     Io lo odio è trasformato in egli odia me.

 

 Ansia articoli  A cura di Paola Felici

Torna all'Indice

 

Home

Copyright psicologia itinerante tutti i diritti riservati

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

 

Ansia da Prestazione
Autopreoccupazione

Parte 1

Per Ansia da prestazione, si vuole intendere qualsiasi tipo di esame che ci si trova ad affrontare nel corso dei diversi stadi della vita: dal momento in cui ci viene richiesto:

- Camminare presto,  parlare,  essere bravi a scuola,  imparare le lingue, la matematica,  essere il migliore, nello sport, il più brillante con gli amici, la mamma migliore, il compagno speciale, nel lavoro le competizioni, le prove ecc. ecc.ecc.

    La concezione di ansia si rifà all'apprendimento sociale.

    Essa mira a spiegare gli effetti prodotti dall'autopreoccupazione sull'attenzione che il soggetto rivolge verso gli indirizzi percettivi, sull'elaborazione delle informazioni e sul comportamento overt (manifesto)

    L'ansia è vista dunque come un tipo di autopreoccupazione caratterizzata da dubbi e svalutazioni nei propri confronti, le autopreoccupazioni costituiscono il nucleo che rende possibile lo sviluppo del comportamento disadattivo.

    La teoria cognitivista, che si fonda sull'apprendimento sociale, è finalizzata in modo particolare a spiegare i processi cognitivi e l'attività "covert" (nascosto) di soluzione dei problemi che si verificano prima, durante e dopo il comportamento manifesto.

    Essi sono probabilmente il prodotto della storia individuale, svolgendo il ruolo di mediatori tra l'esperienza ed il comportamento.

    Le persone altamente ansiose, hanno la tendenza a rinchiudersi in se stessi durante lo stress valutativo (ansia da prestazione), anche se la direzione assunta dall'attenzione non è sempre costante.

    Pertanto l'equilibrio tra le preoccupazioni rivolte verso se stesso e la sensibilità verso gli indizi esterni, quali il comportamento del modello, tende a variare in funzione dell'intensità dello stress valutativo, delle caratteristiche del compito e delle dimensioni interpersonali della situazione nella quale la prestazione ha luogo. (prestazione di ogni genere, es. esami colloqui di lavoro sport abilità particolari ecc.).

    Un fattore molto importante come abbiamo accennato sopra è quello delle preoccupazioni e autopreoccupazioni del soggetto; l'individuo preoccupato, infatti, è preso dai suoi pensieri.

    Le preoccupazioni possono includere timori molto sofisticati, quali quelli per il futuro dell'umanità, per la carenza di cibo nel mondo ecc., oppure molto banali quali quelli per serpenti o per l'insuccesso scolastico.

    Oltre ai timori vi è anche la collera contro ingiurie ed insulti percepiti come tali, nelle autopreoccupazioni, l'individuo pensa solo a se stesso; perciò queste possono interferire nel processo di elaborazione delle informazioni in tre diversi punti:

    Le preoccupazioni cognitive della persona in collera possono interferire con una realistica percezione degli indizi ambientali, con la loro interpretazione e con la possibilità di assumere decisioni nei loro confronti.

    Analogamente, la persona presa dalle sue fantasie private può trovarsi impedita nel far funzionare correttamente il processo relativo all'elaborazione delle informazioni in ognuna di queste tre fasi.

    Le autopreoccupazioni ansiose poi consistono in una percezione più accentuata dei propri difetti e delle proprie lacune.

    La persona ansiosa teme i pericoli, le minacce e soprattutto la propria incapacità ad affrontarle.

    La componente delle autopreoccupazioni dipende dalle abilità che una persona possiede nell'affrontare i pericoli e le minacce.

    Coloro che presentano un livello elevato di ansia tendono a prevedere minacce e pericoli e ad essere per questo fortemente preoccupati.

Come abbiamo visto quindi l'autopreoccupazione - ansia da prestazione, influenza l'elaborazione dei dati.
 

 

 Ansia articoli  A cura di Paola Felici

Torna all'Indice

 

Home

Copyright psicologia itinerante tutti i diritti riservati

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

..

.

.

Ansia da prestazione parte II

L'ansia da ESAME

Vari ricercatori hanno concepito l'ansia per l'esame come una tendenza a produrre delle risposte centrate su se stessi, questa interpretazione mette in evidenza due diverse componenti: la prima consiste nella reattività neurovegetativa (sudorazione, accelerazione del battito cardiaco etc:); la seconda fa riferimento a delle affermazioni che l'individuo rivolge a se stesso mentre sta facendo l'esame, del tipo: "Sono proprio uno stupido!", oppure "Forse non ce la farò" etc.

E' ragionevole assumere che il fatto di dire queste cose durante l'esame interferisca pesantemente con l'attenzione la quale deve essere invece orientata al compito, indipendentemente dal fatto che esso richieda l'apprendimento oppure il recupero di una risposta a determinate domande.

Tali preoccupazioni richiedono l'attenzione, stimolando contemporaneamente attività emozionali.

Wine ha indicato nell'addestramento attentivo un mezzo per ridurre gli effetti negativi dell'ansia per l'esame.

Il suo approccio si fonda sulla possibilità di trasmettere ai soggetti delle istruzioni mediante le quali essi imparano a presentare attenzione ai comportamenti rilevanti.

Si è notato che soggetti particolarmente ansiosi nei confronti dell'esame venivano sensibilmente aiutati da tale forma di addestramento.

Il suo approccio si fonda sulla possibilità di trasmettere ai soggetti delle istruzioni mediante le quali essi imparano a prestare attenzione ai comportamenti rilevanti.

Si è notato che soggetti particolarmente ansiosi nei confronti dell'esame venivano sensibilmente aiutati da tale forma di addestramento.

Nelle ricerche più recenti si è partiti dall'individuazione delle differenze per quanto riguarda la direzione data all'attenzione da gruppi caratterizzarti da livelli diversi di ansia d'esame per sviluppare metodi in grado di facilitare la protezione della persona ansiosa.

Un filone di ricerche orientate a studiare gli effetti di alcuni tipi di messaggi trasmessi ai soggetti prima della prova, ha fatto rilevare che:

fornire istruzioni neutrali o rassicuranti prima della prova facilitava la prestazione dei gruppi più ansiosi, ma si è notato anche che queste stesse condizioni possono produrre effetti negativi nei gruppi a basso livello di ansia per l'esame.

Sembra infatti che la rassicurazione, nella quale si mette in luce il fatto che la prova non è così importante, tende a diminuire lo sforzo dei soggetti con un basso livello di ansia.

Un altro filone di ricerca è stato orientato a studiare gli effetti prodotti dal modellamento sulla presentazione.

In un esperimento, che mostra il ruolo formativo con tecniche di modellamento, il nucleo è dato dal ruolo del modello che non veniva però usato per mostrare le risposte volte a migliorare la prestazione degli osservatori.

Al contrario, il modello descrive il modo in cui egli reagisce alla situazione di esame e di valutazione.

Considerato che la paura della valutazione è un fattore significativo quando si mettono a confronto gruppi differenti nei confronti dell'ansia per l'esame, nell'esperimento è stata introdotta come variabile indipendente l'attivazione di un orientamento al successo.

La situazione di modellamento avveniva prima che venisse fornita ai soggetti l'istruzione.

Le condizioni di modellamento erano cinque:

1) Modello ansioso che però supera la situazione d'ansia.

Il modello afferma di avere un livello elevato di ansia ma descrive il modo in cui riesce a superarla (ad esempio concentrandosi sul compito).

2) Modello ansioso incapace di superare l'ansia.

Il modello afferma di avere molta ansia e di non sapere cosa fare per superarla.

3) Modello con un basso livello d'ansia.

Il modello afferma di non essere preoccupato nei confronti dell'esame.

4) Modello neutro. Il modello parla della sua vita all'università (i soggetti sono modelli universitari).

5) Controllo. Lo sperimentatore procede direttamente ad assegnare il compito.

L'interazione fra paura dell'esame ed istruzioni indica che è evidente la superiorità dei soggetti con un basso livello d'ansia in condizioni non sfidanti, in assenza delle quali i livelli di presentazione dei gruppi, differenti per quanto riguarda l'ansia d'esame sono del tutto equiparabili.

Si riscontra quindi che la media maggiore è stata ottenuta da soggetti che hanno avuto un modello ansioso ma abile.

Ciò indica che le persone con un elevato livello di ansia per l'esame sono molto ricettive nei confronti delle informazioni che passano attraverso il modello, il quale si mostra capace di superare tale problema.

Attraverso un'altra ricerca si è potuto constatare che: gli studenti con un basso livello d'ansia tendono ad attribuire la responsabilità a fattori esterni ("E' stato un esame sfortunato"), mentre gli studenti con u elevato livello d'ansia per l'esame attribuiscono a se stessi la colpa dell'insuccesso ("Mi sono confuso").

Dato che l'attribuzione a fattori esterni (per esempio la rabbia diretta nei confronti dell'insegnante) ed a fattori interni (auto-accuse) interferiscono con l'attenzione, la quale deve essere invece orientata verso il compito, è necessario indagare in modo più preciso e sistematico sugli effetti interferenti prodotti da entrambe le situazioni.

In base alle ricerche nelle quali si è studiato l'effetto prodotto dal modellamento sull'ansia d'esame, si è pervenuti alla conclusione secondo la quale i soggetti altamente ansiosi hanno la tendenza a rinchiudersi in se stessi durante lo stress valutativo.

 

 Ansia articoli  A cura di Paola Felici

Torna all'Indice

 

Home

Copyright psicologia itinerante tutti i diritti riservati

.

.

.

.

.

.

.

.

..

.

.

.

.

..

.

.

 

Ansia
Tecniche di intervento


    I disturbi ansiosi, possono essere affrontati su due versanti: a) con la tecnica psicoterapeutica b) con tecniche di rilassamento, meglio se le due tecniche vengono integrate.

    Per quanto riguarda le tecniche di rilassamento il Training Autogeno è particolarmente adatto e da ottimi risultati.

    A secondo delle situazioni, possono essere utilizzate altre tecniche, quali:

    Desensibilizzazione Sistematica.
    Il Modellamento.
    L'arresto del pensiero.
    L'addestramentoall'auto-istruzione.
    Il bio-feedbak ed altre ancora.

    In che consiste la psicoterapia

    Si può definire un processo sistematico che si riferisce ad una serie di esperienze cliniche i cui concetti sono comprensibili operativamente.

    La sua prassi si riferisce ad un modello al quale confrontarsi che viene applicato dal terapeuta in modo flessibile ai singoli casi.

    Il modello scelto dipende dalle caratteristiche di scelta accademica del terapeura

    Personalmente credo che la bontà della terapia non derivi dall'orientamento prescelto ma dall'applicazione dello stesso, quindi che l'approccio sia ghestaltico rogersiano cognitivista psicoanalitico freudiano junghiano ret transazionale psicosintesi psicosomatico bioenergetico e quante altre, sono tutte ottime vanno tutte bene.

 

 Ansia articoli  A cura di Paola Felici

Torna all'Indice

 

Home

Copyright psicologia itinerante tutti i diritti riservati

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

Ansia, il farmaco che riesce a combatterla
Si tartta della venlafaxina, una molecola antidepressiva

 

Esercito di ansiosi di tutto il mondo non temete è già pronto per voi, solo per voi, un rimedio che colorerà le vostre immagini di rosa, renderà l’aria da respirare più fresca e leggera e cancellerà per sempre quei terribili e scostanti bioritmi in grado di rendere la vostra esistenza un vero inferno indecifrabile.

Un’ansia, che può essere genetica, ma che viene potenziata dalle costanti richieste di prestazione della società attuale, come la ineffabile esigenza di essere sempre all’altezza su ogni cosa, che fa la sua prima comparsa tra i giovanissimi, intorno ai quattordici anni, senza distinzione di sesso.

D’altronde si è veramente in molti, si pensi che in Italia un quarto della popolazione dai 15 anni in su soffre d’ansia. Agitazione, preoccupazioni inutili e senza senso, stanchezza, tachicardia, i sintomi sono questi, universalmente riconosciuti da tutti.

La speranza arriva da una sostanza già conosciuta nel mondo farmaceutico: la venlafaxina, una molecola antidepressiva riconosciuto dal ministero della Sanità come il primo farmaco autorizzato con l’indicazione proprio per l’ansia. Si tratta di una sostanza già utilizzata da tempo, un antidepressivo, appunto, della nuova classe Snri (inibitori della ricaptazione della serotonina e noradrenalina) che possiede anche un potente effetto ansiolitico e che riduce in modo marcato l’eccitabilità dei neuroni della seratonina e della noradrenalina agli stimoli stressanti.

“Fino ad ora - come spiega il neurofarmacologo Giovanni Bigio, che ha studiato l’effetto del farmaco - gli attacchi di ansia venivano curati con le benzodeazepine, ma la terapia, buona per la depressione, non lo era altrettanto per questa patologia. Infatti, le benzodeazepine non si possono somministrare per più di un mese, visto che provocano assuefazione, e curano solo il sintomo acuto, mentre in caso di ansia cronica c’è bisogno di una terapia lunga che modifichi il comportamento di base dell’ammalato”.

La venlafaxina, dicono gli esperti, rappresenta "una svolta nella vita degli ansiosi”, perché può essere somministrata anche per due/quattro mesi senza provocare dipendenza. L’effetto benefico non è immediato, occorre qualche settimana per abbandonare i cattivi pensieri, ma poi i risultati sono agli occhi di tutti, soprattutto in quelli dei pazienti.

Bisogna, comunque, specificare che in caso di ansia generalizzata, la terapia farmacologia potrebbe non essere sufficiente, ma deve essere assolutamente accompagnata da una psicoterapia, perché spesso questo stato d’animo provoca profondi gradi di scontento.

 

Articolo Ansia  tratto dalla sezione scienze di tiscali il 2/02/2001 a cura di   Eugenio Sabatini

 

Torna all'Indice

 

Home

Copyright psicologia itinerante tutti i diritti riservati

.

.

.

.

.

 

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

 

 

L'ansia trova le sue radici nell'infanzia
A scuola i primi comportamenti a rischio

 

L'ansia, ossia lo stato che deriva dalla constatazione di non poter soddisfare le proprie esigenze, affonda le sue radici nell’infanzia. In quest’ottica l'ansia è vista come un tipo di auto-preoccupazione caratterizzata da dubbi e svalutazioni nei propri confronti. Ha inizio fin da bambini, non appena si comincia a prendere consapevolezza del mondo al di fuori della famiglia.

È la scuola il primo palcoscenico ufficiale da affrontare. È qui, infatti, che emergono i primi comportamenti inattesi, comportamenti che, il più delle volte, possono compromettere apprendimento e serenità individuali. Il bambino si trova immerso in situazioni in cui gli vengono imposte nuove regole che fino ad allora non aveva incontrato, deve iniziare a competere con i coetanei in quello che è ritenuto essere l’"inizio ufficiale della scalata verso il successo."

Sono diversi i segnali che indicano quando un bambino vive il disagio scolastico in modo troppo forte, come sono diverse le espressioni con cui questo disagio si manifesta nella realtà. In linea di principio, insofferenza, intolleranza e iperattività provocherebbero comportamenti aggressivi, la timidezza causerebbe una scarsa interazione con i compagni e con l'insegnante, mentre la distrazione, invece, l’astensione emotiva dalla situazione "classe". 

Capita, allora, che il bambino risulta distratto, ossia non è in sintonia con ciò che sta accadendo in quel momento. Quello che in realtà sta accadendo nella sua mente è un sovrafollamento di pensieri concetti azioni che non gli danno la possibilità di concentrarsi su un argomento unico, quindi l'unica via di scampo è la fuga "distrazione".

Un intervento dell'insegnante potrebbe risolvere la situazione indirizzando il bambino a "concentrarsi su una cosa alla volta", anche se quasi mai l’intervento ha successo in questo senso, anzì, la maggior parte delle volte, il rimprovero non ha altro effetto che aumentare e stabilizzare la "confusione" e agevolare il sedimentarsi di emozioni di autosvalutazione. Tenendo conto che è già difficile per un adulto mantenere alto il grado di autostima in situazioni stressanti, per un bambino è impossibile. Bambini altamente ansiosi hanno la tendenza a rinchiudersi in se stessi durante lo stress valutativo (ansia da prestazione), anche se la direzione assunta dall'attenzione non è sempre costante.

Anche l'iperattività rappresenta un altro comportamento che può presentarsi nel bambino con disagio nella situazione scolastica. È già molto difficile per un bambino restare fermo seduto per molte ore al giorno e questo per tutti, ma alcuni bambini presentano una motricità più accentuata (ipercinesi meglio conosciuta come sindrome di pierino), in questi casi l'insegnante dovrebbe occupare questi bambini in compiti che richiedano il loro movimento. Altro segnale è rappresentato dalla timidezza, quando il bambino tende ad arrendersi alle prime difficoltà, ma anche intolleranza e insofferenza che nascondono un sentimento di impazienza.

Il bambino ansioso è preoccupato e le sue preoccupazioni possono includere timori molto sofisticati, quali quelli per il futuro dell'umanità, per la carenza di cibo nel mondo ecc., oppure molto più semplici, quali quelli per  per l'insuccesso scolastico. Il bambino ansioso teme i pericoli, le minacce e soprattutto la propria incapacità ad affrontarle. L'autopreoccupazione tende a variare in funzione dell'intensità dello stress valutativo. Certamente perché questi segnali destino preoccupazione nel genitore, devono avere un intensità elevata, l'attimo di distrazione o di insofferenza è normale e sano, in quanto serve al bambino a differenziarsi e a formare il carattere, è l'intensità e il prolungamento delle situazioni che deve destare il sospetto nel genitore di un disagio importante.

 Ansia articoli  A cura di Paola Felici

 

Torna all'Indice

Home

Copyright psicologia itinerante tutti i diritti riservati